3. Mokslo žurnalai / Research Journals
Permanent URI for this communityhttps://hdl.handle.net/20.500.12259/261291
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- research article[2004]Misztal, HenrykSOTER: religijos mokslo žurnalas / SOTER: Journal of Religious Science, 2004, no. 14(42), p. 7-23
Il martirio come testimonianza resa a Cristo è oggetto di indagini da parte la storia, la filosofia e sociologia e specialmente la teologia. Il martirio è una realtà teologica, ma il diritto canonico stabilisce precisi limiti, entro i quali questa realtà soprannaturale è considerata, come “santità canonizzata” cioè proclamata dalla Chiesa in atto di beatificazione o di canonizzazione. Per la prova del martirio nel senso canonico il giudice deve avere la certezza morale in quanto riguarda gli elementi canonici del martirio: la morte fisica del martire, l’odio contro la fede da parte del persecutor e l’accettazione della morte per amore di Cristo da parte del martire. Davanti alla giurisprudenza della Congregazione nascono nuove situazioni difficili da provare: l’amore per la fede da parte del martire che talvolta incontra grosse difficoltà, e l’odio per la fede da parte del persecutor (distinzione fra l’odio della fede e l’azione politica, quale motivo è prevalente - motivum praevalens). L’approfondimento riguardante i testimoni della fede del XX secolo ha dimostrato che essi sono numerosi e che sarà necessario uno studio più dettagliato per completare tutta la documentazione. In questo contesto, il problema della giurisprudenza nella dichiarazione ecclesiale del martirio, è molto attuale.
41 23 Limiti della venerazione privata dei morti servi di DioItem type:Publication, [Mirusių Dievo tarnų privataus gerbimo ribos]research article[2005]Misztal, HenrykSOTER: religijos mokslo žurnalas / SOTER: Journal of Religious Science, 2005, no. 16(44), p. 7-16I fedeli hanno voluto di proclamare santo il Papa Giovanni Paolo II subito dopo la morte. Dal punto di vista di diritto canonco il culto pubblico dei servi di Dio chi non sono beatificati o canonizzati è proibito nella Chiesa. Invece non sono proibiti alcune forme della venerazione privata. L’autore del articolo dimostra quali sono i limiti e le frontiere della popolare devozione alle persone morte in l'opinione della santità (durante i funerali, sulla tomba, l’invocazione del servo di Dio, nelle publicazioni e altre forme della devozione privata).
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